2.1        utilizzazione di sistemi di MLIA e CLIR ad applicativi egittologici

 

La costruzione di una biblioteca digitale dedicata ad un tema egittologico avrebbe potuto essere realizzata in diversi modi, ciascuno dei quali avrebbe permesso l’utilizzo di strumenti sempre migliori e  più precisi per  una consultazione della stessa bibliografia elettronica sempre più soddisfacente da parte dell’utenza.

I punti salienti, se correttamente implementati ed approfonditi che avrebbero garantito la produzione di un archivio digitale ben consultabile sarebbero stati essenzialmente due, apparentemente separati, ma in realtà in stretto rapporto fra loro, ossia:

 

1.      La realizzazione dei sistemi di ricerca, strumenti essenziali per l’interrogazione ed il reperimento delle informazioni richieste (realizzazione dell’Information Retrival System)

 

2.      La realizzazione delle parti multilinguistiche del portale (applicazione dei criteri e degli strumenti di M.L.I.A.)

 

1.                  Il primo punto, ossia la realizzazione dei sistemi opportuni alla ricerca avrebbe comportato prima di tutto la creazione dell’interfaccia di comunicazione e presentazione all’utente e, soprattutto, la realizzazione di quelle strutture necessarie all’interrogazione verso il database.

            In questa fase sarebbe dunque stato necessario rispettare e mantenere i criteri di efficienza ed efficacia all’interno del sistema di Information Retrival System,[1] necessità che avrebbero comportato la rielaborazione per lo meno di due altre parti strutturali del portale Bibliografiapiste:

 

·        la costruzione di indici adatti con i quali classificare e rendere reperibili i singoli documenti alle singole query

 

·        la costruzione di tutti quegli applicativi necessari alla manipolazione delle stringhe di query fornite dall’utente in fase d’interrogazione, riassumibili nei tre processi di tokenizzazione, eliminazione delle stopwords e normalizzazione della query

 

2.         Per quanto concerne invece la realizzazione delle parti multilinguistiche, questo processo sembrerebbe apparentemente legato alle sole fasi “iniziali” e “finali” del processo di interrogazione verso l’archivio digitale.

Sembrerebbe cioè lecito ipotizzare che per la realizzazione di questo punto sarebbe stato semplicemente necessario costruire una “versione” in più lingue delle sole strutture d’interfaccia del portale Bibliografiapiste, riducendo così il lavoro ad un’ operazione più o meno compilativi, le “traduzioni” necessarie, per poter costituire uno strumento di MLIA e rendere così il portale ad una versione multilinguistica.

Questa soluzione sarebbe stata limitata ad un primo livello di approccio verso un sistema di accesso ad informazioni multilinguistico (I livello di MLIA), mentre l’applicazione del multilinguismo sia alla fase di realizzazione del sistema di ricerca (II livello di MLIA) sia alla visualizzazione dei documenti contenuti nell’archivio digitale visualizzati alla conclusione di un’interrogazione (III livello di MLIA) avrebbe consentito la realizzazione del portale Bibliografiapiste multilinguistico su due ulteriori e maggiori livelli di MLIA:

 

I livello di MLIA:  questo livello applicativo è il più semplice e più diffuso, e come abbiamo già accennato, si limita alla costruzione delle singole interfacce di dialogo e di presentazione delle pagine del portale in più lingue.

Nel caso di Bibliografiapiste abbiamo la realizzazione di quattro versioni: Italiano (ovviamente) Inglese, Spagnolo e Portoghese[2]

Questo sistema garantisce ad un qualsiasi utente di scegliere una delle lingue supportate da un menù iniziale e quindi di apprendere circa gli argomenti trattai all’interno del portale, di capire il tema egittologico specifico a cui è dedicata e raccolta la bibliografia fornita, e dunque garantisce l’accesso nella lingua prescelta a tutti gli strumenti necessari alla consultazione dell’archivio digitale.

Essendo questo solo un primo livello di approccio multilinguistico, sono evidenti due principali:

 

1.        prima di tutto malgrado l’utente avesse accesso ad un’interfaccia nella lingua a lui più confacente, egli non avrebbe potuto utilizzare la lingua prescelta per formularvi query, dato che il linguaggio supportato da tale strutture non prevedeva ancora varietà multilinguistica; l’eliminazione di questo limite avrebbe costituito un livello ben diverso e più profondo di M.L.I.A..

 

2.        Altra carenza evidente consisteva nel fatto che i documenti relativi ad una query (a prescindere dal fatto che il primo punto, ossia II livello di MLIA fosse stato implementato o meno) sarebbero stati mostrati all’utente nella lingua con cui essi erano stati previamente archiviati all’interno del database, precludendo quindi l’accesso alle informazioni rappresentate da ciascun testo in modo multilinguistico.

 

II livello di MLIA: per ovviare al primo e forse più interessante dei limiti incontrati sarebbe stato necessario implementare un sistema di C.L.I.R., architettando cioè un sistema di Information Retrival tale da supportare durante la fase di interrogazione più linguaggi, per lo meno gli stessi con i quali si era deciso di le pagine durante la realizzazione del primo livello di MLIA, ossia Italiano, Inglese, Spagnolo e Portoghese.

L’implementazione di queste strutture avrebbe costituito il secondo livello di MLIA all’interno del portale Bibliografiapiste, poichè a questo punto un utente avrebbe potuto scegliere fra i linguaggi disponibili il più opportuno alle proprie necessità, ed attraverso le interfacce di ricerca e di presentazione fornite nella lingua scelta, avrebbe potuto interrogare il database con query espresse questa volta nella lingua inizialmente prescelta, riuscendo ugualmente nella corretta estrazione dei documenti pertinenti a prescindere da quale fosse l’originale contenuto nel database.

Nel portale Bibliografiapiste questo livello ulteriore di MLIA è stato raggiunto indicizzando i testi rappresentati nell’archivio digitale attraverso un’ontologia (INFOR) e tramite la rielaborazione delle stringhe di query attraverso processi di Stemming.

I documenti relativi ad una query, malgrado la loro corretta estrazione indipendente dal linguaggio dell’interrogazione, sarebbero stati comunque visualizzati sempre nella lingua con cui essi erano stati previamente archiviati all’interno del database.

 

III livello di MLIA:           Il III livello di MLIA avrebbe cercato di ovviare a quest’ultima carenza, nel tentativo di produrre, una volta estratti i documenti relativi ad una certa query, formulata in una delle lingue supportate dal sistema, le schede ad essi relativi tradotte nella lingua prescelta inizialmente dall’utente.

Egli sarebbe stato in grado cioè, a prescindere dai linguaggi originali dei testi archiviati all’interno della biblioteca digitale, di scegliere, interrogare e leggere i risultati delle proprie query nella lingua preferita.

Questo avrebbe consistito nella realizzazione del III livello di MLIA all’interno del portale Bibliografiapiste, e per la sua realizzazione è stato utilizzato il sistema di Machine Translation Babelfish/Systran.

Vi è inoltre affrontato un tentativo ulteriore di approccio alla questione, prendendo in considerazione l’utilizzo di un altro sistema di Machine Translation, U. N. L., le cui peculiari caratteristiche hanno permesso anche la teorizzazione e la discussione di un ulteriore prototipo di C.L.I.R.s..

 



[1] Per quanto concerne i criteri enunciati si rimanda a  2.3   Sistemi di Information Retrival.

[2]