2.6       Tecniche di Traduzione Automatica

 

2.6.1    introduzione storica

 

La Traduzione Automatica (Machine Translation o M.T.) consiste nella traduzione da un linguaggio naturale ad un altro tramite un sistema computerizzato, ed è stato uno dei problemi di maggiori difficoltà per circa 40 anni nello studio dell’intelligenza artificiale, specificatamente nel trattamento automatico del linguaggio naturale.

I primi tentativi di traduzione automatica fallirono a causa dell’interazione di fenomeni linguistici complessi per i quali sembrava impossibile raggiungere una traduzione efficiente.

I tentativi più recenti hanno invece raggiunto dei risultati notevoli, anche se è possibile affermare che la maggioranza dei sistemi di M.T. non producono una traduzione completamente “automatizzata”, e il livello di attendibilità del prodotto è accettabile, ma necessita revisione post-traduzione.

Fra gli anni ‘50 e ’60, sia in Europa che negli U. S. A., vennero compiuti grandi sforzi nel tentativo di automatizzare per lo meno alcune fasi del processo di traduzione: questi sperimentazioni erano eseguiti tramite semplici dizionari bilingue indicizzati, banche dati terminologiche, ed altri sistemi, ma malgrado il lavoro alacre alla M.T., nel 1966 l’A.L.P.A.C., Automatic Language Processing Advisory Committee, bocciò i risultati sino ad allora raggiunti perché di poca qualità ed estremamente costosi.

La bocciatura dell’A.L.P.A.C. costituì un taglio nella ricerca, soprattutto negli Stati Uniti, per la M.T., alla quale vennero favorite altre aree ad essa però sempre legate, come la Linguistica Computazionale e l’Intelligenza Artificiale, che successivamente fornirono delle fondamenta teoriche maggiori e delle tecniche migliori, che probabilmente furono anche una delle cause del fallimento dei primi applicativi di M.T..

La ricerca specifica proseguì a livello accademico presso l’Università di Austin, Texas, l’Università di Young a Brigham e quella di Georgetown, per quanto riguarda gli U. S. A., e contemporaneamente venivano raggiunti risultati significanti in Europa ed ex U.S.S.R..

Alla fine del 1960 anche il Canada iniziò una propria ricerca sulla M.T. necessaria a compensare la necessità di tradurre documenti ed informazioni, nel proprio caso specifico, in Inglese e Francese data la sua natura bilingue.

In Europa un passo importante nello sviluppo della M.T. fu rappresentato dal progetto EUROTRA della Comunità Europea, che si prefiggeva di realizzare dei sistemi di M.T. per coprire le lingue delle nazioni aderenti.

In Asia un fenomeno altrettanto ponderante fu la presa di coscienza del Giappone, della Cina e degli altri paesi, dell’importanza che avrebbe avuto sull’economia del paese la realizzazione di un sistema di M.T. per la traduzione di informazioni da fonti straniere.[1]

EUROTRA fallì nella realizzazione del sistema prefisso, ma da questo momento si affacciarono sul mercato software dedicati a talune coppie di lingue.

La ricerca Giapponese, nel frattempo, aveva prodotto una sovrabbondanza di prototipi di sistemi di M.T. commerciali, molti dei quali basati su tecnologia abbastanza stabile: la ricerca nipponica sulla M.T., sebbene mai estensiva, è sempre cresciuta sia in qualità che in traguardi raggiunti.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la ricerca ebbe un nuovo picco di sviluppo a partire dalla seconda metà del 1980, questo anche a causa della stimolante apertura di mercati stranieri, e dunque ripresero i finanziamenti alla ricerca di M.T.  indipendentemente dagli studi di Linguistica Computazionale, prime fra cui l’Università del New Mexico, la Carnegie Mellon University e l’Università del Maryland.

All’interesse economico e militare, principale motore ed utente dei sistemi di M.T. sviluppati, oggigiorno assistiamo ad una vertiginosa espansione ad applicazioni della vita quotidiana e domestica (come le applicazioni che si basano su Comprensione e produzione del parlato), con il relativo sviluppo del mercato alla voce di compagnie private sul mercato mondiale.

 



[1] Prima di tutto europee e, poi, asiatiche.