5.3 U. N. L., Universal Networking Language
In seno alla United Nations University[1] nel 1995 è stato fondato l'Institute for Advanced Studies (I.A.S.),[2] un istituto avanzato di ricerca ed educazione con un orientamento flessibile e multitematico verso le interazioni fra i sistemi sociali e naturali.
In questi suoi primi anni di vita l'istituto ha rivolto i suoi sforzi sullo studio dello sviluppo sostenibile.[3]
È proprio nell'ambito dell'U.N.U./I.A.S., durante la direzione del dr. Tarcisio Della Senta, oggi direttore della Fondazione U.N.D.L. con sede a Ginevra, che è stato concepito da due ricercatori giapponesi nella prima metà degli anni novanta il progetto UNL.
Il dottor Kazuhiko Nishi, visiting professor dell'I.A.S., esperto in sistemi di mezzi di comunicazione, e il dottor Hiroshi Uchida, da anni nel vivo della traduzione automatica, si trovarono infatti concordi sulla realizzabilità di un sistema basato sullo sviluppo di un linguaggio elettronico astratto[4] per la rappresentazione di testi redatti in linguaggio naturale.
Il programma UNL riprendeva e sviluppava l’antica idea di poter esprimere il significato di un’espressione in linguaggio naturale (dunque anche di un testo) per mezzo di una grammatica universale, e di poter “tradurre” questa rappresentazione in qualsiasi linguaggio naturale, concetto che è alla base anche dei sistemi ad interlingua.
UNL è stato promosso e sostenuto all’interno di organismi delle Nazioni Unite con lo scopo di abbattere la barriera dello “standard linguistico” su web, possibile generatore di discriminazioni culturali, poiché fuori di esso, ossia la popolazione incapace di parlare e comprendere lingua inglese, risiede circa il 75% della popolazione mondiale.
Essenzialmente, questo linguaggio elettronico verte sull'analisi dei concetti presenti nelle frasi che costituiscono un testo e delle relazioni logiche che si stabiliscono tra di essi.
Il compito di rappresentare i concetti è affidato a "parole universali" espresse con parole del vocabolario inglese “ristrette” per mezzo di vincoli che ne limitano la polisemia ad un significato preciso e che sono organizzate in una Base di Conoscenza tassonomica.
La posizione della parola universale nella tassonomia stabilisce la sfera concettuale alla quale appartiene, in altre parole, il concetto che denota.
UNL fa uso anche di un insieme di attributi che aggiungono informazioni sull'uso del concetto nell'ambito della frase, e questi attributi rivelano in che modo chi parla o scrive si pone nei confronti dei concetti che esprime.
Le relazioni tra i concetti espressi dalle "parole universali" insieme agli attributi costituiscono gli enunciati di UNL.
Tale tipo di lingua, a differenza di una lingua artificiale come l'esperanto, non è leggibile da un umano ma solo da un software, ed in questo senso la si può definire una lingua elettronica.
Ammettendo che la grammatica di una qualsiasi lingua naturale è troppo complicata ed estesa per essere interpretata nell’analisi da parte di una macchina in maniera veloce e non ambigua, di fronte a questa difficoltà appare adeguata la soluzione di adottare una "lingua franca" che faccia da intermediario fra una lingua sorgente e un numero a volontà di lingue di arrivo.
Una volta codificato un qualsiasi testo in questo meta-linguaggio, è possibile ricavarne la deconversione in una lingua naturale a scelta.
Con questo linguaggio, chiamato Universal Networking Language, si mette in evidenza il significato profondo del testo e non la sua strutturazione sintattica, un concetto diverso rispetto alla traduzione automatica classica, la quale si pone a valle delle lingue naturali, eseguendo programmi di traduzione uno-a-uno pur passando attraverso un’interlingua ad hoc per la coppia di linguaggi da gestire.
Il sistema UNL, invece, anticipa il problema, sostituendo i documenti espressi in varie lingue naturali con testi scritti in questo meta-linguaggio molto generale da cui, in seguito, produrre documenti reali.
Il progetto ha cercato di sviluppare e promuovere una piattaforma di comunicazione multilingue, con lo scopo di abilitare ogni popolo alla condivisione delle informazioni e della conoscenza nella loro lingua madre.[5]
Il sistema non raggiunge certamente vertici di raffinatezza linguistica, ma può essere ben applicato al settore delle informazioni tecnico-scientifiche, dei servizi e del commercio via Internet, e a tutte le applicazioni dal linguaggio settoriale con ottimi risultati.
[1] Nel 1969 durante l’introduzione al Rapporto Annuale dell’Assemblea Generale
delle Nazioni Unite, il Segretario
Generale suggerì che si fosse ormai giunti ad un momento adatto alla seria
considerazione di stabilire una Università
Internazionale. Egli pervenne a questa conclusione perché la sua attenzione
venne attratta da singoli lavori eseguiti nell’intento di stabilire delle
istituzioni di istruzione a carattere internazionale.
Questa Università Internazionale Avrebbe
perseguito obbiettivi quali il progresso mondiale e la pace, sarebbe stata
organizzata con docenti di molte nazioni e di tutto il mondo, e sarebbe servita
come esempio e promotrice dell’abbattimento delle barriere quali
l’incomprensione e la diffidenza fra nazioni e culture diverse.
Lo scopo
primario dell’Università Internazionale, così come
espresso dall’allora Segretario Generale, sarebbe stato quello di promotrice
del dialogo e della comprensione internazionale tanto a livello politico quanto
a livello culturale, e la sua organizzazione pratica sarebbe stata compito dell’UNESCO, United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization,
che avrebbe anche ricevuto la responsabilità per la progettazione e la
realizzazione nel dettaglio dell’università stessa, selezionando lo staff
amministrativo e nominando alla guida di essa uno studioso di fama mondiale;
l’università avrebbe dovuto essere localizzata in un paese noto per il suo
spirito di tolleranza e per la libertà di pensiero: il Segretario Generale espresse la propria speranza che l’UNESCO trovasse possibile lo sviluppo
dell’idea suggerita.
Il 13
Dicembre del 1969 il Consiglio Generale approvò
l’iniziativa ed il Segretario Generale
venne invitato a produrre, in cooperazione con l’UNESCO, con lo United Nations
Institute for Training and Research, ed interpellando qualsiasi altro ente
fosse ritenuto necessario, e naturalmente tenendo in considerazione l’opinione
espressa dal Consiglio Generale, uno
studio competente circa l’effettiva realizzazione dell’Università Internazionale, includendo chiare definizioni delle
mete proposte e degli obbiettivi da intraprendere, includendovi anche i metodi
di finanziamento previsti.
Il Consiglio espresse la speranza che il
rapporto sarebbe stato reso presto disponibile durante l’Anno dell’Educazione Internazionale (International Education Year), così da poter essere sottoposto al Consiglio Economico e Sociale della Riunione Generale del 1970. Le
decisioni dell’assemblea furono ratificate nella Risoluzione n. 2573 (XXIV), ed il rapporto al progetto fu
proposto al Consiglio Economico e
Finanziario che lo approvò senza alcuna obbiezione il 4 Dicembre del 1969.
L’UNU (United Nations University) fu fondata
durante il Consiglio Generale del
1973, istituita come una comunità di studiosi dediti alla ricerca,
all’istruzione avanzata, alla diffusione della conoscenza inerente problemi
globali e ponderanti per la sopravvivenza, lo sviluppo, la salvaguardia
dell’uomo. L’UNU avviò la propria
attività nel 1975 presso la sua sede centrale a Tokio: le sue attività si concentrano soprattutto sulla pace e le
soluzioni dei conflitti, sullo sviluppo mondiale della scienza e della
tecnologia in relazione alla salvaguardia dell’uomo.
L’università
opera attraverso una rete mondiale di centri di ricerca, d’istruzione e di
perfezionamento pianificati e coordinati dalla sede centrale di Tokio.
[2] La sede dello UNU/IAS
è adiacente al centro della UNU, nel
cuore di Tokio in Omotesando, nell’edificio che fu offerto generosamente
dalla Tokyo Metropolitan Government e
fu inaugurato nel Novembre del 1995, adesso
uno dei più moderni centri della rete
UNU.
Avvalendosi
di esperti internazionali, così come dell’apporto culturale di ciascun paese, UNU/IAS è impegnato nello studio
avanzato di soluzioni creative inerenti ai problemi incalzanti di interesse
globale. Il termine “studio avanzato”
si riferisce ad un approccio alle diverse questioni con metodi
multidisciplinari: l’UNU/IAS impegna
esperti di discipline tradizionali come economie, legge, biologia, scienze politiche, fisica, chimica, informatica, ecc…, chiedendo
loro di condividere la propria specifica conoscenza in un tentativo focalizzato
alla comprensione ed al chiarimento di talune delle chiavi per la promozione allo sviluppo.
Avvalendosi
inoltre di metodologie di ricerca avanzate ed approcci con soluzioni creative
ai problemi globali e sempre più incalzanti, l’attività di ricerca dell'UNU/IAS è progredita puntando
continuamente all’obbiettivo concreto di identificare le aree strategiche di
ricerca per la risoluzione dei maggiori problemi per l’umanità, interagendo con
governi ed organi decisionali, particolarmente, per i paesi in via di sviluppo.
[3] Le aree in cui è attualmente attivo sono: Eco-ricostruzione, metropoli e sviluppo urbano, multilateralismo e governo, scienza, tecnologia e società.
[4] UNL è stato concepito come un linguaggio elettronico
per computer mirato per esprimere conoscenza, dunque non esattamente un’interlingua.
In una delle sue molteplici applicazioni può essere usato come un’interlingua.
(bisogna ricordare che M.T. è solo un’applicazione possibile di UNL). Lo stesso Uchida
sostiene: “It should be reminded that the fundamental premises that the UNL is
an electronic language for computers to express knowledge.
UNL is supposed to be used as a way for representing
the world, for storing and transmitting information, for communicating, for
exchanging experiences and knowledge, for expressing feelings and thoughts, for
organizing the way of thinking, for interacting. The only difference between
UNL and NLs concern the user: UNL is to be used by computers instead of humans.
As a consequence, UNL is committed not
to allow for ambiguity and vagueness.
UNL is also an autonomous (independent) language. UNL
borrows signs from English, but it is not dependent on English or on any other
NL. UNL is not what languages have in common, it is not the intersection
between all existing languages, it is
not the underlying structure present in every NL. UNL is not a metalanguage.
UNL is rather a language containing ways of referring
to all the knowledge referred to by all existing languages. It does not
comprise only ways for referring to universal references, depicted and referred
to by every language. It comprises also ways for referring to every particular
reference portrayed by every particular language. UNL consists of signs
(Universal Words, Relations, Attributes) coping not only with the shared world
or the shared knowledge of world, but also with the very idiosyncratic way
through which each language categorizes and organizes its world experience.
It encloses all conceptual categories needed to be
coindexed to each NL. Regarding coverage and descriptive power, UNL is supposed
to be a natural-like artificial language.
In this sense, UNL is not an Interlingua. It should be
used neither as an intermediate (semantic) representation between NLs nor as a
controlled (disambiguated) subset of English. If UNL is to be used in machine
translation systems, it should play the role of a source or a target language instead
of some intermediate position. That means that UNL may be used as an
Interlingua. ”
[5]
Ovviamente lo sforzo per il successo di un tale sistema è enorme, specie se
consideriamo che (per la prima fase del progetto) si è previsto lo sviluppo di
moduli per 18 lingue naturali: le 6 lingue ufficiali dell'ONU (Arabo,
Cinese, Inglese, Francese, Russo, Spagnolo) più Greco, Tedesco, Tailandese,
Malese, Coreano, Giapponese, Portoghese, Lettone, Indonesiano, Mongolo, Hindi
ed Italiano (il cui programma per la traduzione è opera dell'Istituto di Linguistica computazionale del Consiglio Nazionale
delle Ricerche di Pisa, coordinato dal Professor