3.2    I livello di MLIA:

costruzione del portale bibliografiapiste e del databe ospite dei testi

 

3.2.1    definizione delle strutture da implementare

 

La precisa definizione di come strutturare la risorsa bibliografica, cioè la stesura di un progetto chiaro, avrebbe costituito la necessaria premessa per la realizzazione della bibliografia digitale.

Il particolare tema egittologico, così ricco di diversi tipi di documenti, ha rappresentato la prima difficoltà di natura strutturale della bibliografia stessa: questa infatti avrebbe contemplato una svariata tipologia di testi come libri, articoli tratti da riviste e periodici, contributi ed atti di convegni e congressi, testi geroglifici, materiale fotografico di svariato genere, cartine topografiche, foto, ecc...

Tutta questa serie di documenti avrebbe dovuto essere catalogata in modo da creare due strutture: una bibliografia topografica ed un archivio OPAC , quest’ultimo di dimensioni  più contenute possibili, ma al tempo stesso connotato da criteri che avrebbero poi rappresentato le chiavi per la reperibilità dei documenti una vota pubblicato il tutto sul web.

Il portale avrebbe allora dovuto contenere due sezioni principali:

 

·        bibliografia topografica: ossia l’organizzazione degli argomenti rappresentati dalla bibliografia raccolta per indice topografico, e quindi riportando una lista delle piste carovaniere analizzate dove per ciascuna di esse si fornisse la bibliografia specifica,

 

·        archivio bibliografico OPAC: e cioè un archivio bibliografico che disponesse i documenti della bibliografia in modo classico, organizzati e rappresentati secondo delle schede bibliografiche ordinabili secondo alcuni criteri e reperibili tramite interrogazioni da un motore di ricerca.

 

3.2.2    Progettazione della bibliografia topografica

 

La realizzazione della bibliografia topografica avrebbe comportato la costruzione di un indice, la cui struttura si sarebbe articolata su tante voci quante sarebbero state le piste carovaniere da visualizzare, e per ciascuna di queste voci sarebbe stato necessario illustrarne la bibliografia relativa tramite una scheda appropriata; all’interno di ciascuna scheda, dopo la citazione della bibliografia specifica, sarebbe seguita un breve descrizione della pista carovaniera stessa desunta dalla consultazione e dallo studio dei documenti citati.

Ogni scheda della bibliografia topografica  sarebbe stata strutturata in questo modo:

 

Toponimo :

Pista carovaniera da…a…

Bibliografia :

Testo 1: da…a…

Testo 2: da…a…

Ecc…

Descrizione :

La pista carovaniera da…a… ecc…

 

 

            3.2.3    Progettazione dell’archivio OPAC

 

Per quanto concerne, invece, la costruzione dell’archivio digitale OPAC, la struttura sarebbe risultata molto più articolata.

Sarebbe stato necessario, prima di tutto, costruire uno schedario elettronico che non andasse più a rappresentare un argomento (pista carovaniera) e la sua relativa bibliografia (citazione di parte di testi, articoli, ecc…), ma vi era la necessità di costruire un archivio canonico di schede, atto alla descrizione dei testi di una “normale” biblioteca elettronica.

Mentre cioè per la struttura precedente sarebbe stato sufficiente compilare una pagina che raccogliesse tutte le citazioni bibliografiche specificando tutti gli estremi relativi a ciascun testo o alla parte di esso dedicata alla singola voce (il caso maggiormente frequente), e quindi la scheda di ciascun elemento della bibliografia topografica avrebbe rappresentato un toponimo con relativa bibliografia, la scheda di ogni documento dell’OPAC avrebbe dovuto contenere voci distinte e necessarie alla descrizione completa di ciascun documento, dato che quest’ultimo sarebbe stato l’oggetto da rappresentare.

Per ciascun documento, quindi, doveva essere chiarito di che “tipo” fosse: esso era un libro, oppure un articolo tratto da un periodico, oppure un contributo o un atto di congresso, ecc…

Dopo aver chiarito la “natura” del documento, era necessario fornirne l’autore, il titolo, se un libro il codice ISBN, se una rivista il codice ISSN, la data di pubblicazione e l’editore.

Essendo quindi lo scopo della pubblicazione sul web quello di procedere oltre la semplice lista di pubblicazioni, e fornendo il maggior apporto d’informazioni possibili per ciascun documento,  apparve necessario:

 

·        Citare l’argomento o gli argomenti principali presenti nel testo, e quindi il soggetto o i soggetti trattati dal documento

 

·        Essendo l’argomento le piste carovaniere del deserto occidentale anche di carattere topografico, specificare tutti i toponimi ed i soggetti topografici di cui ogni documento avesse trattato, o da cui esso provenisse

 

·        Fornire un sunto del contenuto del testo archiviato, oppure di una parte di esso

 

Ogni “scheda bibliografica”, dunque, avrebbe dovuto consistere in:

 

Tipo documento :

Libro, Articolo, Atti di Congresso, Contributi, altro….

ISBN / ISSN :

Il numero identificativo se libro o periodico

Autore :

Cognome e nome autore/i

Titolo :

Titolo del documento, libro, ecc…

 

Edito :

Editore, anno d’edizione

Soggetto :

Soggetto/i di cui parla il documento

Soggetto Topografico :

Indice dei Toponimi e soggetto/i topografici

Riassunto :

Breve sunto del documento o della parte di esso considerata

 

L’ultimo campo, il riassunto, avrebbe forse costituito il punto più interessante per questa applicazione,  perché esso avrebbe fornito al potenziale utente una risorsa avanzata per la sua ricerca, mentre troppo spesso le applicazioni bibliografiche online si limitano a fornire una lista di documenti attinenti ai criteri predefiniti (ad esempio mostrare tutti i documenti pubblicati in un determinato anno) od immessi dall’utente (ad esempio ricerca di una query fra i documenti di un archivio).

Il soggetto topografico ed il riassunto avrebbero fornito all’utenza una miglior fonte per chiarire meglio se i testi apparsi come risultato da una ricerca, fossero effettivamente attinenti alle proprie esigenze, quali i più adatti, quali avessero presentato i contenuti individuati perché effettivamente argomento del testo, o magari perché appena accennati al suo interno.

      Sarebbe stato opportuno poter rendere il contenuto del campo riassunto in più lingue, questo nell’ordine di fornire un servizio di Information Retrival il più completo possibile, nell’ordine di sviluppare un MultiLingual Information Acces completo sotto tutti i suoi aspetti.

Lo sviluppo della biblioteca digitale si sarebbe arricchita di una caratteristica importantissima: essa sarebbe divenuta una risorsa multilinguistica, riprendendo dunque tutti i concetti precedentemente descritti nella 2° parte dedicata all’Information Retrival, e la bibliografia  multilinguistica, una volta pubblicata sul web avrebbe dovuto dialogare in più lingue

 

·        Nell’interfaccia utente ( la parte di presentazione e di descrizione del sito web, i suoi menù, le ”istruzioni” per l’uso adeguato della bibliografia, ecc…)

 

·        Nella “scheda” bibliografica, fornendo cioè la descrizione di ciascun libro o documento archiviato nella bibliografia.

 

Considerando le premesse esposte nella sezione dedicata all’Information Retrival, a cui già si è fatto riferimento precedentemente, sarebbe stato necessario scegliere quali lingue avrebbero dovuto essere rappresentate nella bibliografia digitale, e direttamente in relazione proprio a questa scelta, di quali supporti informatici adottare per la sua realizzazione.

Ovviamente sarebbe stato preferibile quel supporto che avesse permesso la traduzione dei testi in quante più lingue possibili, coprendo immediatamente  almeno la lingua Inglese e Spagnola, ed essendo aggiornabile successivamente ad altre lingue.

 La realizzazione del primo punto, l’interfaccia utente,  si sarebbe limitata nella traduzione delle parti scritte delle  pagine web: i suoi menù, le istruzioni per l’uso e la consultazione della bibliografia topografica e del catalogo OPAC, e quindi avrebbe dovuto consistere in un lavoro relativamente impegnativo e più o meno non suscettibile ad ulteriori analisi.

La seconda parte necessitava di più attente riflessioni. infatti , mantenendosi attinenti al modello di scheda bibliografica costruita, sarebbe stato evidente  che non tutti i campi di essa sono da rendere in più traduzioni, ma anzi per una puntuale descrizione del documento analizzato, i campi come Autore, Titolo,  ovviamente ISBN / ISSN, ed Edizione avrebbero dovuto essere mantenute nella lingua della redazione originale del testo archiviato, e dunque specificando i campi della scheda bibliografica dal punto di vista linguistico essa avrebbe assunto questo aspetto:

 

Tipo documento :

Multilingua

ISBN / ISSN :

Alfanumerico

Autore :

Lingua originale

Titolo :

Lingua originale

Edito :

Lingua originale

Soggetto :

Multilingua

Soggetto Topografico :

Lingua originale

Riassunto :

Multilingua

 

I campi i cui contenuti avrebbero dovuto essere resi in più traduzioni risultavano ridotti a 3: il Tipo di documento, il Soggetto ed il Riassunto del testo.

Questa struttura avrebbe dunque accolto, classificato e mostrato l’intera bibliografia con l’opportunità per l’utente di scegliere la lingua che più si addiceva.

            La tabella che avrebbe accolto la bibliografia, ossia la struttura più articolata e più complessa dell’archivio bibliografico era stata ormai progettata completamente.

La possibilità di consultazione di una bibliografia topografica avrebbe costituito uno strumento di ricerca veramente soddisfacente da parte di quanti avessero intrapreso un’interrogazione alla bibliografia digitale,

A questo punto sarebbe stato possibile già delineare una possibile struttura finale del sito web:

 

A.     Home page con titolo e menù per accedere alla bibliografia topografica o alla sezione OPAC. Entrambe le sezioni avrebbero contenuto inoltre la possibilità di visualizzarne l’interfaccia in Italiano od in Inglese,

 

B.     Sezione Bibliografia Topografica, contenente una lista di tutte le voci della bibliografia, praticamente consistenti nelle piste carovaniere identificate ed analizzate tramite la bibliografia stessa. Ad ogni voce avrebbe corrisposto una pagina contenente la bibliografia specifica e la descrizione.

 

         B1.   Pagina introduttiva alla sezione OPAC ed agli argomenti trattati. La pagina avrebbe dovuto costituire la schermata di “benvenuto” all’utente, descrivere le risorse disponibili e contenere il menù con le voci per poter dare accesso all’utente alle diverse risorse del sito, e quindi:

 

B2.   Articoli ed estratti: sezione dedicata alla consultazione  dei periodici e degli atti. La  pagina avrebbe permesso all’utente una consultazione mirata a questo tipo di testi velocizzando e facilitando la ricerca dell’utente. Tutti i documenti sarebbero stati ordinati per titolo.

 

B3.   Ordinamento di tutti i testi, la pagina avrebbe contenuto una breve descrizione dei criteri con cui i documenti si trovano classificati nella bibliografia digitale, e da essa l’utente avrebbe potuto visualizzare tutti l’archivio ordinato secondo diversi criteri predefiniti:

 

·        per autore,

 

·        per titolo

 

·        per Isbn o Issn

 

·        per tipo di documenti

 

·        per soggetto

 

·        per toponimi

 

·        per data di pubblicazione

 

B4.   Ricerca per campi: l’utente avrebbe potuto interrogare l’archivio con una stringa da lui digitata (query). L’interrogazione verso l’archivio sarebbe rimasta vincolata a determinati campi della scheda bibliografica. era necessaria una pagina web che contenesse i campi di ciascuna scheda bibliografica sotto cui andare a cercare l’interrogazione proposta dall’utenza. L’utente inoltre avrebbe dovuto poter compilare e cercare all’interno dell’archivio più parole su più campi (eseguire cioè una ricerca incrociata) ed il motore di ricerca avrebbe dovuto restituire solo quei documenti che corrispondessero a tutti i criteri e le opzioni di ricerca scelte dalla pagina Ricerca per campi. I campi avrebbero dovuto essere i seguenti:

 

·        Autore

·        Titolo

·        Soggetto

·        Topografia

 

Questi quattro campi avrebbero permesso il recupero di qualsiasi testo da parte di quanti conoscessero le specifiche di almeno uno di essi.

 

B5.      Ricerca libera, la ricerca non sarebbe stata vincolata a nessuno dei campi in questione, ma avrebbe puntato al “contenuto” di ciascun testo.

Sarebbe stato necessario fornire una pagina dalla quale l’utente potesse interrogare senza restrizioni su tutti i campi di tutto l’archivio, o comunque sui contenuti di ciascun documento archiviato.

Anche in questo caso sarebbe stato indispensabile, però, distinguere delle opzioni: infatti se la query fosse stata composta da più parole (il caso più frequente), l’utente avrebbe potuto scegliere se cercare:

·            tutte le parole digitate: i documenti avrebbero dovuto contenere, anche se non consecutivamente, tutte le parole contenute nella query di ricerca

·            almeno una delle parole digitate: caso in cui i documenti avrebbero dovuto corrispondere almeno per una delle parole componenti l’interrogazione

·            la frase esatta: il motore di ricerca avrebbe dovuto estrarre quei documenti che contenessero esattamente l’interrogazione digitata dal form di ricerca.

La ricerca libera, doveva quindi essere organizzata in modo che andasse ad interrogare una parte invisibile all’utente, ma in realtà presente, dell’archivio bibliografico contenente una sorta di rappresentazione astratta dell’argomento del testo.

Sarebbe dunque stato necessario, a prescindere dall’implementazione del sistema, aggiungere alla struttura di scheda bibliografica progettata un campo ulteriore che contenesse questa rappresentazione. [1]

Altra caratteristica necessaria sarebbe stata la realizzazione della ricerca libera applicandovi un sistema di Cross-Language Information Retrival, in base a quanto enunciato alla già citata 2° parte riguardante l’Information Retrival.

 

Il progetto si era dunque concluso con la precisa definizione delle strutture necessarie ad archiviare i testi da rendere fruibili sul web, e con l’identificazione delle pagine necessarie allo sviluppo completo del sito.

 

3.2.4    la scelta dei supporti informatici

 

La preventiva e precisa definizione della struttura bibliografica e delle pagine che avrebbero costituito il sito web ha consentito una maggior precisione nella scelta dei supporti informatici.

La struttura della bibliografia topografica non avrebbe richiesto una particolare modalità di archiviazione dei propri contenuti, ma sarebbe stato sufficiente costruire due pagine, contenenti rispettivamente la versione in Italiano ed Inglese di tutte le voci della bibliografia topografica, e dunque per ciascuna di essa una pagina relativa contenete la bibliografia specifica e la descrizione.

La sezione OPAC, come progettato, avrebbe invece avuto bisogno di un archivio digitale, un database, contenente la bibliografia  all’interno del quale avrebbero dovuto essere trasferiti i testi.

Ogni elemento del database, detto tabella, avrebbe contenuto le strutture necessarie alla archiviazione dei singoli documenti, e dunque sarebbe stato suddiviso in righe dette campi, costruiti come precedentemente accennato, ad immagine delle strutture cartacee precedentemente progettate.

MySql sarebbe stato il manager più efficace per la realizzazione del database[2] e scelto il supporto del database, sarebbe però stato necessario creare due interfacce che dialogassero con MySql:

 

·              L’interfaccia per l’amministrazione del database, munita dunque di una serie di strumenti necessari all’aggiunta di nuovi record, alla modifica, alla cancellazione dei dati contenuti, all’amministrazione  e la gestione di tutta la bibliografia, ecc...

 

·              L’interfaccia utente, ossia quella serie di pagine e di form che dovevano permettere la navigazione all’interno del database per l’esecuzione di una ricerca e per la visualizzazione dei dati estratti dall’archivio, da realizzare inoltre in più lingue.

 

Entrambi i punti rimanevano condizionati da una scelta precedente: con quale strumento informatico realizzare il “dialogo” tra l’utente ed il database tramite cui realizzare gli strumenti di ricerca e comunque di manipolazione necessari sia all’utente sia all’amministratore rispettivamente per una consultazione ed una manutenzione ottimale dei dati contenuti nel database.

La risposta si sarebbe trovata proprio in una delle caratteristiche di MySql: la propria permeabilità al linguaggio Php.[3]

L’ultimo supporto informatico, ma non ultimo per importanza visto che senza di esso nulla avrebbe potuto essere pubblicato online, sarebbe stato lo spazio web necessario per accogliere, conservare e rendere fruibile sul web sia il Database contenente la bibliografia sia le pagine dinamiche ed Html per l’interfaccia utente ed amministrazione.

Si rendeva necessario che il Server che gestisse questo spazio web supportasse ( e cioè avesse i programmi interpreti necessari ) Php e  MySql: la scelta, quasi obbligata, è caduta sul server Apache.[4]

 



[1] La ricerca per parola chiave/libera sarà affrontata successivamente in modo esauriente.

[2] Per le motivazioni ed approfondimenti relativi alla scelta di determinati applicativi si rimanda all’appendice Manuale Amministrazione à 1. La scelta dei supporti informatici

[3] Anche in questo caso si rimanda all’appendice Manuale Amministrazione à 1. La scelta dei supporti informatici.

[4] Vedi nota precedente.