3.2 Le Piste
Carovaniere
È stato notato che la direzione
iniziale delle piste carovaniere passanti per la regione di el-Kharga era dettata dal passaggio
forzato attraverso uno dei passi praticabili, tutti localizzati sul lato
orientale o settentrionale della depressione.[1]
Questi,
secondo L. Giddy, sono nel numero di
sette o otto in tutto, e le piste carovaniere che vi dipartono possono dunque
essere associate al valico che attraversano.
Questa
deduzione costituisce l’unico limite imponibile molto elasticamente al numero
ed al tipo di piste carovaniere possibili.[2]
Quanto
affermato circa la simbiosi piste
carovaniere-passi, è applicabile anche all’oasi di Dakhla, poiché sembra logico ipotizzare che anche per la sua
regione i percorsi delle strade fossero necessariamente condizionati dalla
geomorfologia del terreno.
Come già
detto nell’introduzione è ipotizzabile che le vie di comunicazione fra Kharga e
Considerando
ad esempio le vie di collegamento esistenti tra Dakhla e
La ricerca
di materiale presso l’oasi di el-Kharga
databile al periodo faraonico ha portato alla luce pochi resti archeologici:
essi consistono principalmente in circa 5 templi in pietra il primo dei quali
sito presso la sorgente ‘Ayn Amur, e
l’ultimo posto su un antico percorso che collegava el-Kharga a el-Dakhla,[4]
mentre le altre antichità consistono in sepolture risalenti all’epoca
greco-romana e cristiana.
Una traccia
di monumento probabilmente databile ad epoca antica sembra essere stato
identificati presso il tempio di Hibis,[5] ma la
sua effettiva esistenza non è mai stata accertata, così come sono di difficile
interpretazione le iscrizioni notate dal Fakhry
lungo le piste del deserto prossime ad el-Kharga
da lui chiamate “pharaonic graffiti”,
iscrizioni egiziane, demotiche, greche e copte la cui datazione rimane da
definire.[6]
La più
antica attestazione di via di collegamento tra
La biografia
del funzionario è per adesso l’unica fonte proveniente dalla Valle del Nilo a
documentare l’esistenza del toponimo Wh3.t per tutto l’Antico Regno e purtroppo
non è sufficiente per permettere discussioni più approfondite o per tentare più
precise localizzazioni: come accennato precedentemente, sono stati formulati
diversi suggerimenti a proposito della regione corrispondente alla cosiddetta terra
di ‘I3am, probabilmente localizzabile nel Sud dell’Egitto: tra essi la
probabile corrispondenza con l’oasi di Dunqul[7],
oppure la regione di Kerma,[8]
tuttavia la questione rimane aperta, anche perché è già discutibile una precisa
localizzazione del punto di partenza dello stesso Hr-ħw.f, dato che il nome è parzialmente cancellato nel testo.
L’interpretazione
del toponimo ha suggerito così due letture relative al VII[9] o
VIII[10] nomo
dell’alto Egitto, entrambe possibili punti di partenza per una pista
carovaniera diretta verso l’oasi di el-Kharga, sempre naturalmente presupponendo
la minor importanza dell’oasi di el-Dakhla e delle altre oasi occidentali.[11]
Save
Soderberg (1941, 28), ad esempio, supponeva che ‘I3m rappresentasse una
regione che comprendesse le oasi di Kurkur e Dunqul, mentre Emery (1965, 131), supponendo
che il toponimo indicasse la singola oasi di Kurkur, asserì che la pista in
questione era la strada collegante Daraw all’oasi; Redford (1976 – 1977, 2, 3)
suggerì la stessa soluzione per la pista carovaniera, ma fece anche presente
che non potevano essere omesse a priori dalle possibili destinazioni tanto
l’oasi di Bahariya quanto quella di Farafra.
Inizialmente,
dunque, è stato ipotizzato[12] che
l’oasi a cui si riferiva il nome della pista carovaniera percorsa fosse da
identificare con el-Kharga, ma alla
luce di quanto emerso dagli scavi francesi a el-Dakhla è necessaria una completa revisione delle argomentazioni
non solo riferite a questo problema specifico, ma all’importanza delle due
regioni nel corso dell’Antico Regno:
in questo periodo, infatti, molto probabilmente Dakhla doveva risultare più importante di Kharga, così come dimostrano i resti archeologici della VI Dinastia.
Tuttavia,
ipotizzando che Hr-ħw.f fosse
partito da Aswan, sua sede
amministrativa, egli avrebbe dovuto percorrere una pista diretta verso una
delle oasi minori, e sino ad oggi l’unica via di collegamento conosciuta il cui
percorso potesse condurre direttamente nelle oasi meridionali da Aswan coincide con la parte finale della
Darb al-Galaba, strada che sarà
ampiamente analizzata successivamente; se così fosse, dunque Hr-kw.f sarebbe veramente giunto prima
di tutto a Kharga.[13]
Ipotizzando
invece che Hr-kw.f fosse partito da Aswan, ma non direttamente per la terra
di Wh3.t, e che si fosse mosso verso sud lungo
Supponendo
dunque il caso in cui la pista avesse avuto un collegamento diretto tra
È comunque
necessario ipotizzare anche il caso in cui “la
strada di Wh3.t” non fosse stata un percorso diretto, ma fosse giunta a el-Dakhla dopo aver attraversato l’oasi
di el-Kharga.
In questo
frangente, l’unica deduzione possibile
riguarderebbe il solo tratto di collegamento tra le due oasi, che
avrebbe certamente coinciso o con
Per quanto
concerne la definizione del punto di partenza dalla Valle del Nilo, è praticamente impossibile, data la carenza di
documentazione archeologica, scegliere tra le numerose piste che da el-Kharga si dirigono a Est verso il
fiume.
Due
ulteriori attestazioni legano le oasi meridionali, indicate con il termine Wh3.t, al percorso di determinate piste
carovaniere.
La stele di Kay, datata al Medio Regno, eseguita in
pietra calcarea,[14] illustra la visita alle
oasi meridionali da parte di un ufficiale proveniente da Qamula, recatosi a Kharga
per eliminare ribelli e criminali.
Nel suo
testo, sempre riferito al toponimo generico Whз.t,
apprendiamo che Kзy, “supervisore delle terre occidentali”, e
“supervisore dei cacciatori del deserto”,
dopo aver raggiunto Whз.t ìmnty.t “[…] cercò
per tutte le sue strade alcuni ribelli”.
Anche per la
stele di Kзy non è possibile
dedurre alcuna specifica determinazione della regione particolare indicata con
il toponimo Whз.t, ed è
possibile speculare solamente sulle caratteristiche generali con cui gli stessi
egiziani vi si riferivano: la regione era sicuramente esterna e distante dalla Valle del Nilo (Kзy giunge a Whз.t
ed essa era una zona usata come rifugio da ribelli) e più precisamente ad ovest
(Kзy è supervisore delle terre occidentali), ed infine che la regione era
attraversata da un certo numero di strade (Kзy
cerca i ribelli per tutte le strade della zona di Whз.t).
Molto
probabilmente queste diverse strade dovevano essere note agli Egiziani, dato
che lo stesso Kзy non afferma
di averle dovute cercare ed il contingente le
“percorre tutte” per catturare i fuggitivi.[15]
La
descrizione della regione di Whз.t
come percorsa da numerose piste ben si addice, forse, ad una panoramica
generale comprendente i sistemi di collegamento di entrambe le oasi
meridionali, considerazione forse più prudente ed in grado di rispecchiare e
mantenere i sensi di quanto il toponimo usato volesse descrivere: una qualsiasi
ipotesi di candidatura tanto per el-Kharga
quanto per el-Dakhla risulterebbe
quindi improbabile.
Anche il
testo della stele di Đd-ìkw,
grossomodo contemporanea alla stele di Kзy,
generalmente accettata come proveniente da Abido
ed oggi conservata a Berlino, attesta
il toponimo Whз.t, ma vi si
riferisce parlando dei suoi abitanti, ed evidenzia l’attività egiziana nella
regione di Whз.t, che doveva
essere reintrodotta o mantenuta con l’invio di un contingente militare
all’interno della sfera d’amministrazione egiziana per facilitarne le attività
economiche ivi intraprese.[16]
Dagli
elementi a disposizione è possibile dedurre che la regione indicata con il
toponimo Whз.t era prima di
tutto definita come una terra, “Tз”,
con la propria popolazione, Whз.tyw,
ma le informazioni necessarie a definire l’estensione della zona e la sua
precisa localizzazione geografica non sono sufficienti.[17]
Anche in
questo caso gli eventi descritti possono essere riferiti all’intera regione
delle oasi meridionali.
[1] Caton Thompson G.,
1952.
[2] Giddy Lisa
L., 1987, pg. 10.
[3] La situazione politica garantiva la stabilità o meno
di determinate zone, dunque la loro percorribilità, così come le condizioni
ambientali potevano impedire il percorso di taluni valichi rispetto ad altri,
ecc...
[4] Fakhry A., I/1942, pg. 215.
[5] Brugsch, 1878, pp. 66 – 68; Porter B., Moss R., 1927,
pp. 277 – 290; Winlock H. E., 1941; Giddy Lisa L., 1987, pp. 44, 45, 98, 165 e
tavola I -61;.
[6] Fakhry A., I/1942, pg. 216; Fakhry A., 51/1951, pp.
401 – 434; Giddy Lisa L., 1987, pg. 164, 165.
[7] Yoyotte 1953, pp. 176 – 178.
[8] Edel, 1965.
[9] Yoyotte 1953, pg. 174.
[10] Edel, 1955, pp. 62 – 63; 73 – 75.
[11] Dixon, 1958, pg. 44; Giddy Lisa L., 1987, pp. 51 - 52.
[12] Giddy Lisa L.,
1987.
[13] Cassandra Vivian, 2000, pg. 346.
[14] Giddy Lisa L., 1987, II pp. 37, 57 – 59, 61, tavola I – 8 (anche per l’attestazione di Whз.t ìmnty.t).
[15] Giddy Lisa L.,
1987, pp. 57 – 58.
[16] Invio di truppe
per solidificare i confini di sua maestà – rendere stabile la terra degli abitanti di Whз.t. Per questa
traduzione Giddy Lisa L., 1987, pg. 56.
Accertare se la
terra di Whз.t fosse stata
oggetto di una spedizione di riconquista o se l’invio delle truppe fosse
avvenuto per renderne più saldi gli avamposti; infatti in entrambe i casi,
sarebbe ugualmente documentato un interesse dell’amministrazione centrale nei
confronti della regione.
Bibliografia
completa: Schäfer, 1905, pp. 124 – 128; Breasted, 1905, pg. 182; Berlin Museum,
I/1913, pp. 164, 165; Breasted, AR I, pp. 524 – 528; Beats, 1914, pg. 212;
Fisher, 1957, pp. 227, 228; Fisher, 1968, n.° 56; Limme, 1973, pp. 43, 44;
Redford, 1976/1077, pg. 4; Giddy Lisa L., pp. 56 e tavola I – 8.
[17] Giddy Lisa
L., 1987, pg. 56.