4.1.2    Cenni storici

 

La regione anticamente più conosciuta nel Darb al-Arbain è oggi chiamata Nabta Playa, zona che risulta abitata sin dalla preistoria da comunità pastorali,[1] ma per quanto è noto dalla documentazione attuale non sembrano essere mai stati stabiliti stanziamenti umani fissi in epoche successive, e sono note soltanto le frequentazioni di gruppi e tribù seminomadi autoctone.[2]

I frequentatori di questa porzione di Deserto Libico, per i quali scarseggiavano cibo ed ogni mezzo di sostentamento, erano soliti praticare scorrerie attraversando il deserto per razziare i villaggi spingendosi talvolta sino alla Valle del Nilo oppure potevano attaccare i frequentatori occasionali (come le carovane di mercanti o di viaggiatori) di queste regioni.

Questo sistema perdurò anche per tutta l’epoca Islamica e l’epoca Moderna, periodi in cui il commercio degli schiavi divenne la maggiore attività economiche della regione: essa veniva attraversata da gigantesche carovane di schiavi che dal Sudan si dirigevano a nord verso i mercati del Cairo e di Istanbul.[3]

Dal punto di vista scientifico la regione rimase praticamente inesplorata sino alla spedizione geologica di Said Rushdi nel 1962. [4]

 



[1] Wendorf F., Schild R., 1980, “Prehistory of the Eastern Sahara”; Wendorf F., Schild R., Close A., 1984, “Kattle Keepers of the Eastern Sahara: the Neolithic of Bir Kiseiba”.

I recenti studi dello Wendorf hanno dimostrato inoltre, anche grazie alla presenza di determinati resti vegetali, il susseguirsi di tre periodi climatici più umidi che corrispondono alle tre fasi occupazionali maggiori tanto del sito quanto dell’intero deserto libico, databili tra 8.600 - 8.500, 8.100 – 7.900 e 7.600 – 7.400 a. C.

Una volta esauritasi l’ultima delle contrazioni climatiche a carattere umido il Deserto Libico, ben rappresentato dal sito di Nabta Playa, si spopolò sino a quando gli egiziani, nell’Antico Regno, non ripresero la frequentazione della zona desertica per sfruttare le miniere di sale e di Dolomite esportate tramite carovane verso la Valle del Nilo.

[2] Vivian C., 2000, pp. 344 – 345.

[3] Mowafi Reda, 1981, “Slavery, Slave, Trade and abolition Attemps in Egypt and the Swdan”; Manning Patrick, 1990, “Slavery and African Life: Occidental, Oriental and African Slave Traders”.

[4] Said Rushdi, 1962, “The Geology of Egypt”; da ricordare, inoltre, le esplorazioni di Shaw, Newbold e Murray.