2.1.   Cenni geomorfologici

 

La depressione dell’oasi di Bahariya, completamente circondata da alture,[1] si estende per una lunghezza di 94 Km (58.7 miglia) e per una larghezza di 42 Km (26 miglia) per una superficie complessiva di circa 2000 Km², dimensioni che la caratterizzano come la più piccola delle maggiori oasi del Deserto Occidentale.[2]

Geologicamente le alture sono di diverse composizioni: la porzione che raggiunge la quota minore sopra il livello del mare, così come la maggior parte del suolo della depressione stessa, è composta da uno strato inferiore di Arenaria del Cretaceo e da uno strato superiore di Calcare Eocenico,[3] Basalto Oligocenico e Dolomite: la parte occidentale della regione è corrugata da alcuni Wadi lungo i quali sono state identificate alcune piste carovaniere.[4]

A differenza dei villaggi presenti nelle altre oasi, ben foritificati, gli insediamenti della regione di Bahariya sembrano essere stati costruiti direttamente nella vallata[5] sebbene il villaggio di el-Qasr e Bawiti sorgano presso un’alta collina ad ovest dell’abitato, che supplisce quindi da difesa naturale.

Farafra appare sicuramente come la più isolata delle oasi occidentali, ma contemporaneamente punto di incontro per tutto l’area del Deserto Occidentale Egiziano.

         La sua zona reca ben evidenti le tracce delle contrazioni climatiche che si svilupparono lungo tre periodi distinti: nel 9000 a. C., 6000 a. C. e 4500 a. C. circa, e queste fluttuazioni climatiche costituiscono un fattore importantissimo nella ricostruzione dei processi storici dell’antico Egitto.

Teorizzando quindi una sorta di ambiente più favorevole, specialmente perché più ricco di punti utili al rifornimento idrico e disposti più frequentemente nel Deserto Occidentale, è possibile guardare a Farafra come una sorta di avamposto, un vero e proprio corridoio, tra il Deserto Egiziano ed il Deserto Libico.[6]

La depressione di Farafra è letteralmente “scavata” all’interno di un’area calcarea del Cretaceo ampia circa 90 Km sull’asse est-ovest e 200 Km sull’asse nord-sud costituendo, con le sue ragguardevoli dimensioni, la seconda delle depressioni del Deserto Occidentale: le alture, così come per l’oasi di Bahariya, circondano su tre lati la regione lasciando facilmente accessibile solo la porzione meridionale.[7]

La superficie della depressione è composta da un’insieme di gesso e calcare bianco (da cui il nome di “Deserto Bianco”), pirite ferrosa e marcasite (che compongono il “Deserto Nero”), e, procedendo a Sud verso Dakhla, da una serie di dune che si estendono per un’area di circa 150 Km.

L’economia della regione, possedendo più di 500 sorgenti distribuite in un’area di soli 410 km² è sempre stata basata sull’allevamento di sussistenza e la coltivazione di datteri ed olivi, attività concentrate nell’area circostante ad el-Qasr.[8]

 



[1] Vi è una discreta abbondanza di colline e di montagne nella depressione di Bahariya, e queste alture rappresentano la caratteristica dominante di questa area geografica.

Si presentano generalmente come strutture coniche, formate da arenaria e da argilla calcarea, e si estendono lungo l’asse nord-sud della depressione “tagliando” in due settori l’intera area geografica.

I rilievi sono anche costituiti da un’arenaria ferruginosa e da calcare ocraceo con inclusi di arenaria bianca, entrambe di colore rossastro, l’ultimo dei quali è stato impiegato per la costruzione dei templi in quest’area.

[2] È infatti anche chiamata Al-Waha al-Saghira, ossia “l’oasi piccola”.

[3] Lo strato Eocenico si presenta maggiormente nella parte settentrionale della regione: contiene molti fossili ed il terreno della parte più settentrionale, compreso il Gebel el-Ghurabi, è cosparso da argille ed arenarie.

[4] Vivian C., 2000., 180.

[5] E quindi risultano sicuramente più vulnerabili.

[6] Barbara E. Barich, “Geoarcheology of Farafra and the Origin of Agricolture in Sahara and the Nile Valley.

[7] Vi sono tre principali montagne a Farafra: due di esse recano lo stesso nome, Gebel el-Gunna. La prima cima si trova a circa 10 Km a nord-est di el-Qasr costeggiata dalla Darb el-Bahariya, mentre il secondo si trova a circa 12 Km a Sud di el-Qasr lungo i due rami della Darb el-Dakhla. La terza altura, chiama “Twin Peaks” è situata invece a circa 30 km a nord-est di El-Qasr ed è anch’essa attraversata dalla Darb al-Bahariya che vi trova strada attraverso il passo di Naqb al-Sellim.

[8] Le indagini recenti hanno cambiato completamente il quadro della situazione identificando una notevole abbondanza di acqua sotterranea, abbastanza per il rilancio di un progetto di sviluppo basato sullo sfruttamento di queste risorse idriche per il ripopolamento, dalla Valle del Nilo ai centri abitati locali ben pianificati.